2 Marzo 2026

AUTORE: Avi Loeb – 16 Dicembre 2025 – Vai all’articolo originale LINK

Immagini dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS. Le sottili linee viola indicano l’angolo di posizione del getto di anti-coda rilevato a una distanza proiettata di 6.000 chilometri dal picco di luminosità (cerchio rosso tratteggiato). Per ogni fotogramma, la data di osservazione e gli orari di inizio e fine in UTC sono mostrati sopra i pannelli, insieme al numero totale di esposizioni con inseguimento siderale e al tempo di integrazione cumulativo. Sono indicati il vettore velocità proiettato (freccia rossa) e la direzione antisolare (freccia gialla), oltre alla scala e all’orientamento dell’immagine. Le linee arancioni tratteggiate indicano la direzione dell’asse di rotazione proiettata, derivata dal valore medio degli angoli di posizione dell’anticoda, mentre le linee gialle tracciano la direzione della coda. I contorni di luminosità sono sovrapposti utilizzando dieci livelli spaziati logaritmicamente tra il 20° e il 95° percentile dell’intensità dei pixel in ogni fotogramma. La coda anti-solare si riferisce alla stretta, lineare, caratteristica nera che si estende approssimativamente verso nord-ovest in direzione del Sole. (Credito immagine: Serra-Ricart, Licandro & Alarcon 2025)

Un nuovo articolo (accessibile qui) riporta la rilevazione di un’oscillazione periodica nel getto della coda anti-tail dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS con un periodo di 7,74 (± 0,35) ore durante i mesi di luglio e agosto 2025. L’oscillazione è il risultato del fatto che la base anti-coda (da dove il getto viene lanciato fuori dal nucleo) è disassata rispetto ai poli associati all’asse di rotazione del nucleo. A causa di questo offset, l’asse del getto presenta una precessione lungo un cono che circonda l’asse di rotazione, proprio come il fascio di luce rotante di un faro o di una pulsar.

L’articolo analizza immagini di 3I/ATLAS provenienti da 37 notti tra il 2 luglio e il 5 settembre 2025, scattate dal Two-Meter Twin Telescope (TTT) all’Osservatorio del Teide a Tenerife, Isole Canarie, Spagna.

Le immagini mostrano una debole anticoda ad alta latitudine di 3I/ATLAS che mantiene un angolo di posizione quasi, sebbene non perfettamente, costante. Misurazioni accurate dell’angolo di posizione del getto a una distanza proiettata di 6.000 chilometri dal picco di luminosità rivelano una modulazione periodica coerente con un getto ad alta latitudine che subisce una precessione attorno all’asse di rotazione del nucleo. Questa è la prima modulazione periodica dell’angolo del getto rilevata in un oggetto interstellare.

La periodicità derivata di 7,74 (± 0,35) ore potrebbe implicare un periodo di rotazione del nucleo di 15,48 (± 0,70) ore se l’anticoda ha origine da un singolo punto attivo vicino a uno dei poli associato all’asse di rotazione. Questo valore è coerente con il periodo derivato durante luglio 2025 dalla variabilità periodica della luminosità di 3I/ATLAS: 16,16 (± 0,01) ore (come riportato qui).

Fase dell’angolo di posizione dell’anticoda di 3I/ATLAS, misurata a una distanza proiettata di 6.000 chilometri dal picco di luminosità e in fase con il periodo calcolato di 7,74 (± 0,35) ore. La linea rossa orizzontale è il valore medio degli angoli di posizione, che rappresenta l’orientamento proiettato sul cielo dell’asse di rotazione. (Credito immagine: Serra-Ricart, Licandro & Alarcon 2025)

Alle 06:02 UTC (01:02 ora dell’Est degli Stati Uniti) di venerdì 19 dicembre 2025, 3I/ATLAS raggiungerà una distanza dal perigeo di 268,9097 (± 0,0060) milioni di chilometri. Per coincidenza, questa notte è anche Luna Nuova, e così madre Natura è così gentile da permettere agli abitanti della Terra di osservare 3I/ATLAS senza l’interferenza della luce lunare.

I dati raccolti in quel periodo da molteplici telescopi sulla Terra e nello spazio ci informeranno sulle qualità del nostro ultimo visitatore interstellare.

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L’appello di 3I/ATLAS a persone di ogni provenienza è stato dimostrato in due nuovi messaggi che ho ricevuto oggi prima della mia corsa mattutina all’alba.

Lettera 1:

“Caro Professor Loeb,
Mi chiamo Carlos Mendoza. Le scrivo dalla Patagonia cilena, spesso chiamata la “Fine del Mondo”. Qui, sotto alcuni dei cieli più bui e incontaminati del sud della Terra, la sua recente analisi dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS risuona profondamente.

La sua incessante ricerca della verità, a prescindere dal consenso consolidato, è una fonte di grande ispirazione qui all’estremità meridionale del continente. Vivere in un paesaggio così remoto ci insegna che la realtà è spesso più strana e vasta di quanto immaginiamo. Il suo coraggio di sfidare il dogma scientifico ci incoraggia a guardare in alto con lo stesso senso di meraviglia e possibilità.

Grazie per aver ricordato al mondo che la scienza dovrebbe essere un’avventura nell’ignoto, non solo una difesa del noto.

Cordiali saluti,
Carlo
Patagonia, Cile”

Lettera 2:

“Ciao Avi,
Dopo che ci siamo parlati, mi sono venuti in mente due esempi storici di paradigmi che determinano la percezione (o almeno l’interpretazione):

a causa della cosmologia aristotelica, che sosteneva che il sole fosse perfetto, i primi astronomi erano convinti che le macchie solari fossero satelliti (per loro era più facile giungere a quella goffa conclusione piuttosto che offrire l’interpretazione più ovvia di ciò che osservavano).

Gli operatori radar statunitensi rilevarono gli aerei giapponesi la mattina del 7 dicembre 1941, ma gli aerei furono interpretati come bombardieri B-17 attesi dalla California, perché il modello di minaccia americano non includeva un attacco giapponese a Pearl Harbor.

Entrambi illustrano un maggiore attaccamento all’ipotesi ricevuta rispetto ai dati. Immagino che la sua preoccupazione sia l’insistenza nel considerare 3I/Atlas una cometa naturale prima che tutti i dati siano raccolti.

Cordiali saluti,
Nir

Nir Eisikovits Ph.D., L.L.B.
Professore di Filosofia
Direttore, Centro di Etica Applicata
umb.edu/ethics
UMass Boston”

L’AUTORE

Avi Loeb è il responsabile del Progetto Galileo, direttore fondatore della Black Hole Initiative dell’Università di Harvard, direttore dell’Istituto di Teoria e Calcolo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ed ex presidente del dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard (2011-2020). È stato membro del Consiglio dei consulenti scientifici e tecnologici del Presidente e presidente del Comitato per la fisica e l’astronomia delle Accademie Nazionali. È autore del bestseller “Extraterrestrial: The First Sign of Intelligent Life Beyond Earth” (Extraterrestre: il primo segno di vita intelligente oltre la Terra) e coautore del libro di testo “Life in the Cosmos” (La vita nel cosmo), entrambi pubblicati nel 2021. L’edizione tascabile del suo nuovo libro, intitolato “Interstellar”, è stata pubblicata nell’agosto 2024.(Image Credit: Chris Michel, National Academy of Sciences, 2023)

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