15 Gennaio 2026

AUTORE: Avi Loeb – 22 Novembre 2025 – Vai all’articolo originale LINK

Un’immagine a falsi colori di 3I/ATLAS, scattata il 22 novembre 2025. La direzione verso il sole è verso il basso a sinistra. (Credito: Alfons Diepvens, Belgio)

È giunto il momento di riassumere le anomalie dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS in ordine crescente di probabilità. Ecco l’elenco, suddiviso in tre categorie, insieme alla probabilità, P, associata a ciascun elemento:

I. Anomalie maggiori senza una semplice spiegazione:

1. P=0,00004: La distanza perigioviana prevista per 3I/ATLAS durante il suo incontro con Giove il 16 marzo 2026 è di 53,445 (+/- 0,06) milioni di chilometri, identica al raggio di Hill di Giove, 53,502 milioni di chilometri (vedi qui). Questa partita è stata resa possibile dall’accelerazione non gravitazionale che 3I/ATLAS ha mostrato vicino al perielio. La rara coincidenza potrebbe significare che 3I/ATLAS intende rilasciare dispositivi tecnologici come satelliti artificiali di Giove, potenzialmente nei punti di Lagrange L1 e L2 di Giove.

2. P=0,00005: Il tempo di arrivo di 3I/ATLAS è stato messo a punto per portarlo a poche decine di milioni di chilometri da Marte, Venere e Giove e renderlo non osservabile dalla Terra al perielio (vedi qui).

3. P<0,001: Il nucleo di 3I/ATLAS è circa un milione di volte più massiccio di 1I/`Oumuamua e mille volte più massiccio di 2I/Borisov, pur muovendosi più velocemente di entrambi (vedi qui e qui). Non c’è abbastanza materiale roccioso nello spazio interstellare per consegnare una roccia di questa massa una volta ogni decennio al sistema solare interno (vedi qui). Ciò suggerisce che 3I/ATLAS potrebbe aver preso di mira il sistema solare interno piuttosto che essere stato estratto a caso dal serbatoio di rocce interstellari.

4. P<0,001: Durante luglio e agosto, così come fino a novembre 2025, 3I/ATLAS ha mostrato un getto verso il Sole (anticoda) che non è un’illusione ottica da un punto di vista geometrico, a differenza di migliaia di comete conosciute (vedi qui). L’immagine HiRISE scattata al punto di massimo avvicinamento di 3I/ATLAS a Marte ha confermato un’estensione incandescente davanti a 3I/ATLAS lungo la direzione del moto (vedi qui). Per un oggetto tecnologico, un fascio di luce o di particelle potrebbe essere utilizzato per mitigare il rischio da micrometeoriti o rocce che potrebbero impattare sulla sua superficie a una velocità relativa dell’ordine di 60 chilometri al secondo e rilasciare mille volte più energia per unità di massa rispetto agli esplosivi.

5. P<0,001: Il pennacchio di gas che circonda 3I/ATLAS contiene molto più nichel che ferro, come si trova nelle leghe di nichel prodotte industrialmente, e un rapporto nichel-cianuro che è di ordini di grandezza maggiore rispetto a quello di migliaia di comete note, tra cui 2I/Borisov (vedi qui). Ciò potrebbe indicare un’origine artificiale di queste abbondanze insolite.

6. P=0,002: La traiettoria retrograda di 3I/ATLAS è allineata entro 5 gradi con il piano eclittico dei pianeti attorno al Sole (vedi qui). Ciò suggerisce che la traiettoria potrebbe essere stata progettata.

II. Anomalie medie, che potrebbero essere un caso statistico:

1. P=0,006: 3I/ATLAS è arrivato da una direzione coincidente con il segnale radio “Wow!” entro 9 gradi (vedi qui).

2. P<0,01: 3I/ATLAS mostra una polarizzazione estremamente negativa, senza precedenti per tutte le comete conosciute, inclusa 2I/Borisov (vedi qui). Questa insolita polarizzazione potrebbe essere legata alla sua insolita anti-coda.

III. Anomalie minori, che potrebbero potenzialmente essere spiegate da un’unica origine:

1. P<0,1: Il pennacchio di gas che circonda 3I/ATLAS contiene solo il 4% di acqua in massa, un costituente dominante delle comete familiari del sistema solare (vedi qui). Il pennacchio potrebbe essere stato causato dalla luce solare che ha rilasciato i ghiacci e la polvere accumulatisi sulla superficie di un oggetto tecnologico durante il suo viaggio attraverso il freddo mezzo interstellare.

2. P<0,1: Vicino al perielio, 3I/ATLAS si è illuminata più velocemente di qualsiasi cometa conosciuta ed era più blu del Sole (vedi qui). Potrebbe essere un segnale che il motore si è acceso.

3. P<0,1: 3I/ATLAS mostra getti diretti verso il Sole e anti-solari che richiedono un’area superficiale irragionevolmente grande per una cometa naturale al fine di assorbire abbastanza luce solare necessaria a sublimare abbastanza ghiaccio da alimentare il flusso di massa di questi getti (come calcolato qui). I getti potrebbero provenire da propulsori tecnologici.

4. P<0,1: I getti strettamente collimati provenienti da 3I/ATLAS mantengono l’orientamento per un milione di chilometri in più direzioni rispetto al Sole nonostante la sua rotazione misurata. I getti potrebbero provenire da propulsori tecnologici.

5. P<0,1: Vicino al perielio, 3I/ATLAS mostra un’accelerazione non gravitazionale che richiede una massiccia evaporazione per una cometa naturale (come calcolato qui), mentre le immagini preliminari indicano che l’oggetto ha mantenuto la sua integrità e non si è disintegrato (come discusso qui). Invece, l’accelerazione potrebbe essere stata prodotta da un motore.

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La probabilità che si verifichino contemporaneamente più anomalie indipendenti è il prodotto delle loro probabilità individuali. Dall’elenco sopra, è evidente che 3I/ATLAS è un oggetto estremamente raro e misterioso, soprattutto se si tratta di una cometa naturale, come sostenuto dai funzionari della NASA nella conferenza stampa del 19 novembre 2025 (accessibile qui).

Per quanto riguarda la classifica aggiornata di 3I/ATLAS sulla Scala di Loeb (come definita qui e qui), preferirei aspettare l’ondata di nuovi dati nelle prossime settimane prima di rivedere il mio valore precedente.

In un’intervista su NewsNation la scorsa notte (accessibile qui), la brillante Natasha Zouves mi ha chiesto quali dati sto cercando di più nelle prossime settimane. Ho spiegato che una misurazione spettroscopica della velocità e della composizione dei getti di 3I/ATLAS rivelerebbe se provengono dalla sublimazione di sacche di ghiaccio sulla superficie di una roccia o da propulsori tecnologici.

L’AUTORE

Avi Loeb è il responsabile del Progetto Galileo, direttore fondatore della Black Hole Initiative dell’Università di Harvard, direttore dell’Istituto di Teoria e Calcolo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ed ex presidente del dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard (2011-2020). È stato membro del Consiglio dei consulenti scientifici e tecnologici del Presidente e presidente del Comitato per la fisica e l’astronomia delle Accademie Nazionali. È autore del bestseller “Extraterrestrial: The First Sign of Intelligent Life Beyond Earth” (Extraterrestre: il primo segno di vita intelligente oltre la Terra) e coautore del libro di testo “Life in the Cosmos” (La vita nel cosmo), entrambi pubblicati nel 2021. L’edizione tascabile del suo nuovo libro, intitolato “Interstellar”, è stata pubblicata nell’agosto 2024.(Image Credit: Chris Michel, National Academy of Sciences, 2023)

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