2 Marzo 2026

AUTORE: Avi Loeb – 27 Dicembre 2025 – Vai all’articolo originale LINK

Immagine di 3I/ATLAS il 21,627 dicembre 2025 UTC (con un diagramma di contorno a sinistra). Il getto a destra (ovest) è l’anti-coda diretto verso il Sole. Il campo è di 6 per 12 primi d’arco e la durata dell’esposizione è di 15 secondi sul telescopio orbitante Maksutov da 0,15 metri di NEOSSat. La griglia di coordinate è eclittica 2000. (Credito immagine: D. D. Balam (DAO/NRC), C. E. Spratt (in pensione), D. W. E. Green (CBAT), P. Langill (RAO/U. of Calgary), Omar Elmi (CSA), Jack Williams (CSA) e Agenzia Spaziale Canadese)

Nei miei ultimi due saggi, accessibili qui e qui, ho dimostrato che il raggio caratteristico delle particelle di polvere nel getto della coda anti-coda lanciato dall’oggetto interstellare 3I/ATLAS è dell’ordine di ~10 micron. Questa conclusione si basava sulla lunghezza osservata del getto e sulla condizione che le particelle di polvere raggiungessero la velocità del getto attraverso l’attrito con il gas in uscita. Date queste condizioni, ho dedotto qui la densità di massa D del gas nell’efflusso a una distanza d dal centro del nucleo,

D~(3.2*10^{-8} g/cm³)*(d/1km)^{-2},

Successivamente, ho dedotto qui che circa lo 0,7% della perdita di massa totale dopo il perielio è trasportato da particelle di polvere di circa 10 micron. La massa di ogni particella di polvere di 10 micron è m~10^{-8} g, il che implica che il numero di particelle per unità di volume vicino alla base del getto è:

n~(0.7%)*D]/m= 2.2 cm^{-3}*(d/1km)^{-2}.

L’area della sezione trasversale di ciascuna particella di 10 micron per la diffusione della luce solare è:

S=π*(10^{-3} cm) ² = 3,14 * 10⁻⁶ cm².

Pertanto, la probabilità di scattering della luce solare dall’esterno fino a una distanza d dal centro del nucleo è data da:

P = (n*S*d) ~ 0.7*(d/1km)^{-1}.

Il valore minimo della distanza radiale d è il raggio del nucleo, R_n:

minimo{d}=R_n.

Se la probabilità di scattering P supera il valore unitario, allora la superficie del nucleo di una cometa naturale non sarebbe esposta alla luce solare e il rilascio di gas o polvere si interromperebbe. Ciò implica che il raggio del nucleo per una cometa naturale debba essere maggiore del valore di d che produce P~1, ovvero:

R_n > 0,7 km,

corrispondente a un diametro minimo del nucleo per 3I/ATLAS di ~1,4 chilometri.

Questo limite inferiore si applica solo se il getto è il risultato dell’illuminazione del nucleo di una cometa naturale da parte della luce solare. D’altra parte, se il rilascio di polvere ha lo scopo di proteggere un oggetto tecnologico dalla luce solare, allora un valore di P>1 attorno al nucleo sarà favorito dal progetto come un mantello protettivo. In questo caso, il nucleo di 3I/ATLAS potrebbe avere un raggio R_n<0,7 km, che non può essere risolto nella luce solare diffusa da un osservatore esterno.

In ogni caso, è una notevole coincidenza che P sia di ordine unitario per le dimensioni inferite e il tasso di perdita di massa di 3I/ATLAS. Questa coincidenza potrebbe essere una conseguenza naturale di un ciclo di retroazione autoregolante che mantiene il valore di P vicino a ~1, poiché un valore maggiore sopprime il rilascio di polvere, mentre un valore minore lo aumenta, portando la densità di polvere alla base del getto a produrre P~1. Ma potrebbe anche essere una misura protettiva di origine artificiale.

In sintesi, la coltre di polvere che circonda 3I/ATLAS è al limite tra l’essere opaca e trasparente alla luce solare. Ciò significa che le immagini riprese da una telecamera esterna con una risoluzione spaziale inferiore al chilometro avrebbero probabilmente mostrato una nuvola di polvere sfocata piuttosto che un nucleo con un confine netto.

3I/ATLAS si nasconde dietro un velo di polvere.

***

Prima della mia corsa mattutina all’alba, ho ricevuto il seguente messaggio incoraggiante:

“Caro Professor Loeb,

Volevo ringraziarla per il suo lavoro – non solo per la sua sostanza scientifica, ma per l’esempio che dà.

Ha dimostrato – pubblicamente e costantemente – che la scienza non riguarda la difesa delle risposte, ma la protezione delle domande. Quella posizione ha ispirato molte persone, soprattutto i giovani, a vedere la scienza non come una gilda chiusa di certezze, ma come un’avventura intellettualmente impegnativa e aperta.

Mi sono venuti in mente alcuni estratti che credo risuonino fortemente con il suo approccio:
Václav Havel scrisse una volta: “Frequenta coloro che cercano la verità – fuggi da coloro che l’hanno trovata.” Quella frase potrebbe fungere da guida di sopravvivenza per la scienza moderna.

Ho sostituito la parola “psicoanalista” con “scienziato” in questa lettera di Anna Freud degli anni ’60 e il risultato rimane valido: “Se vuoi essere un vero [scienziato] devi avere un grande amore per la verità, sia per la verità scientifica che per la verità personale, e devi porre questa apprezzamento della verità più in alto di qualsiasi disagio nell’affrontare fatti spiacevoli.”

E infine, una frase della miniserie del 2002 di Spielberg, “Taken”, che mi è rimasta impressa: “La vita è fatta di domande, non di risposte.” È ciò che c’è oltre la prossima collina che ci fa andare avanti. Il suo lavoro incarna quello spirito. Per molti aspiranti scienziati, dà silenziosamente il permesso di essere curiosi, intellettualmente onesti e un po’ coraggiosi.

Le auguro un anno nuovo con più buone domande che risposte comode.

Alex Zivoder
Lussemburgo”

L’AUTORE

Avi Loeb è il responsabile del Progetto Galileo, direttore fondatore della Black Hole Initiative dell’Università di Harvard, direttore dell’Istituto di Teoria e Calcolo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ed ex presidente del dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard (2011-2020). È stato membro del Consiglio dei consulenti scientifici e tecnologici del Presidente e presidente del Comitato per la fisica e l’astronomia delle Accademie Nazionali. È autore del bestseller “Extraterrestrial: The First Sign of Intelligent Life Beyond Earth” (Extraterrestre: il primo segno di vita intelligente oltre la Terra) e coautore del libro di testo “Life in the Cosmos” (La vita nel cosmo), entrambi pubblicati nel 2021. L’edizione tascabile del suo nuovo libro, intitolato “Interstellar”, è stata pubblicata nell’agosto 2024.(Image Credit: Chris Michel, National Academy of Sciences, 2023)

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